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- Lì d'attraverso la vetrata osservo
foglie e ramaglie madide di pioggia,
scarlatto è l'autunno che l'accompagna,
modesto, che mi ritorna a la mente
un pensier che anchòr vivido si sente:
ah! Sei forse tu che bussi al portone?!
- Già la spera ch'uscisse un po' di sole
ma questo acerbo tempo è troppo amaro
sì ch'aleggia tra il cedro ed un sospiro
e tu di lontan di me non t'accorgi
che più fragile si fa il viver mio
e snerva e spolpa a guisa un pettazzurro
- ch'attende non so che, forse un susurro;
l'orchidea cristallina d'un sogno
o è già il trillo che sfiora ne la sera,
ora torno a bere un bicchier di Porto,
[mi dici ch'è vermiglio e romantico
mentre l'alcool stilla in su i miei occhi
- e poco importa del tramonto spento,
ma dai adesso lasciami tornare
alla mia profonda inutilità...
"Sì come sono belle queste foglie
inzuppate dalla pioggia d'ottobre".